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                              La teoria paper-centric della creatività

                              Dicembre 2019

                              La teoria paper-centric della creatività

                              La creatività è una scienza esatta: lo si comprende soprattutto quando si lavora a stretto contatto con gli art director dei brand del lusso. Hanno le idee molto chiare e difficilmente cedono a compromessi quando si tratta di cercare il colore giusto, un certo pattern, l’immagine con una determinata luce ma anche di selezionare il supporto ideale per i loro progetti. Proprio per questo in molte occasioni il punto di partenza per la definizione del concept, ad esempio di un set di packaging, di un catalogo o di un immagine coordinata è proprio la carta creativa. Caratteristiche come la nuance, la texture, le finiture speciali, in altre parole la personalità del materiale con cui il progetto sarà realizzato offrono spunti preziosi per dare forma ma anche identità all’intero lavoro. A offrirci queste riflessioni è il nostro reparto marketing che insieme agli addetti alla vendita e alla promozione si relaziona quotidianamente con le agenzie e con i reparti creativi dei brand-owner, mettendo a disposizione il proprio know-how per rispondere alle richieste di supporti per il packaging e per la comunicazione.

                              Il plus della “fisicità” della carta
                              Nell’era della digitalizzazione è possibile che la carta giochi un ruolo così determinante? “È proprio per questo: – spiega Katia Tedeschi, direttore marketing di Gruppo Cordenons – oggi diverse attività della nostra vita lavorativa e personale si sono smaterializzate cogliendo i vantaggi offerti dal digitale, per una sorta di compensazione al flusso di contenuti liquidi a cui siamo sottoposti si è accentuato il bisogno di dedicare maggiore attenzione a ciò che ha una fisicità. Nel lusso questa tendenza è molto evidente: un invito cartaceo, un magazine o un biglietto da visita vengono concepiti con estrema cura nel dettaglio per distinguersi ma anche per durare nel tempo e per restituire quella percezione di bellezza in grado di coinvolgere tutti i sensi che solo un oggetto tangibile può offrire”.

                              Paper story
                              Ma non è solo una questione di matericità, che sicuramente ha il suo peso in fatto di user experience, sono anche i contenuti narrativi di cui la carta si è arricchita a fare la differenza. In quanto materiale millenario porta con sé uno sorta di heritage intrinseco a cui si sommano le specificità di ogni carta, più accentuate nel caso delle carte creative. Caratteristiche come la tipologia di fibre che le compongono, le particolari finiture come patine, goffrature e marcature, la presenza di elementi come minerali che ne determinano la perlescenza sono tutti elementi adatti a diventare una storia da raccontare la cui trama si può intrecciare con lo storytelling del prodotto finito che verrà realizzato. Facciamo qualche esempio in cui la carta è la principale fonte di ispirazione per la creatività.

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